La vertigine è tra i disturbi più frequenti tra persone anziane; spesso essa ha origini otoiatriche o neurologiche quali la neurite vestibolare o la labirintite, (interessando l’apparato vestibolare periferico) e può determinare una riduzione delle capacità motorie o dell’ andatura, dell’equilibrio, nausea, vomito, mal di testa, annebbiamento della vista, ipoacusia e ipertensione (dovuta al restringimento delle arterie che portano il sangue ossigenato al cervello).
La vertigine si differenzia dal capogiro perché questo è principalmente dovuto a patologie legate alla cervicale, a partire dall’artrosi, al colpo di frusta, o alla sindrome di METHIERE ( aumento della pressione dei fluidi contenuti nel labirinto auricolare dell’orecchio interno).
Valutazione
La diagnosi di vertigine si basa su un’ anamnesi comprendente anche alcuni esami ematochimici di laboratorio ( elettroliti, glicemia, lipidi, tiroide) nonché radiologici quali la risonanza magnetica, TAC ecc.
La valutazione del tratto cervicale comprende test attivi e passivi poiché si valutano attentamente i movimenti del paziente durante la flessione, rotazione della testa , estensione e piegamento laterale, sbadataggine o stordimento.
Importante è anche valutare i muscoli del collo, lo sternocleidomastoideo, lo scaleno, il trapezio, annotando le reazioni ai 18 tender points ( punti dolorabili) e le asimmetrie.
Trattamento
Il trattamento della vertigine è strettamente legato alla sua causa, pertanto anche l’eventuale e necessaria assunzione di farmaci va valutata attentamente per le inevitabili controindicazioni dovute all’assunzione.
Comunque, non è da sottovalutare l’età dei pazienti, mentre sono consigliabili le tecniche di energia muscolare e dei tessuti soffici per ridurre lo spasmo dei muscoli dello sternocleidomastoideo, degli scaleni, trapezio e paracervicali, la tecnica di Counter Strain e il rilascio legamentoso articolare.
Discussione
La vertigine cervicale è una sofferenza comune, ma trattabile, della popolazione anziana e spesso è determinata dalla alterazione del flusso sanguigno.
Licht e colleghi, al termine dei loro studi, conclusero che la velocità del flusso ematico dell’arteria vertebrale non subiva una significativa variazione dopo la manipolazione del rachide, pertanto furono orientati a ritenere che la causa fosse dovuta ai cambiamenti del sistema propriocettivo, ovvero del sistema neuro-motorio nella sua totalità.
Bracher e colleghi hanno rilevato che l’alterazione temporanea della microcircolazione labirintica può essere determinata dalla disfunzione vestibolare del tronco encefalico e ciò può essere confermato dalle vertigini accusate quando un paziente estende il suo collo mentre guarda in alto.
Ma negli anziani il trattamento della vertigine può, a volte, essere difficoltoso a causa delle varie patologie di cui soffrono, dall’assunzione di farmaci e dei loro effetti collaterali, per esempio secchezza delle fauci e sonnolenza.
Il Dr. Harold Schildberg consigliò agli osteopati D.O. di” guardare sempre l’area cervicale media nel trattare pazienti con vertigini e capogiri”.
Vertigine Otologica
La vertigine nella popolazione anziana è comune e persistente, può avere più cause ed è più incapacitante. Le principali fonti del malessere sono l’orecchio (vestibolare e periferico) e il cervello e possono essere divise in cinque categorie: 1. otologiche, 2. centrale, 3. mediche, 4. psicogeniche, 5. non localizzate.
Vertigine Parossistica Posizionale Benigna – VPPB
Essa consiste nella rimozione, dalla posizione normale nel vestibolo, di detriti otoconiali e provoca dolore e senso di sbandamento.
Le manovre di Brandt-Daroff, della durata di trenta secondi, in ogni posizione del capo e da ripetersi ogni mattina e sera, servono a riportare i piccoli cristalli (otoliti) nella loro sede naturale.
I pazienti affetti da VPPB riferiscono di una manifestazione improvvisa della vertigine associata a particolari movimenti del capo o quando guardano verso l’alto. Essa è breve ma frequente. La diagnosi di VPPB è confermata dalla manovra test Dix-Hallpike in cui al paziente, sia in posizione distesa che seduta e con la testa girata a 45 gradi, gli si fa girare il capo ad intevalli.